Le forze aeree

Il generale Carl Andrew Spaatz, comandante dell’8ª Air Force dell’USAAF, e il maresciallo dell’aria Arthur Harris, a capo del Comando Bombardieri della Royal Air Force, sostenevano che i bombardieri avrebbero potuto vincere da soli la guerra contro la Germania e consideravano Overlord un grosso e gratuito errore di valutazione strategica. A tal proposito Harris dichiarò che:

“[…] il miglior contributo che il Comando Bombardieri può offrire a Overlord è di intensificare le incursioni sui centri industriali della Germania opportunamente scelti […]”.

Di contro, il generale Einsenhower e lo stato maggiore dello SHAEF ritenevano che i bombardieri sarebbero stati più utili se avessero operato all’interno della Francia, attaccando bersagli strategici in tutto il territorio.

Dopo intensi scambi polemici tra Londra e Washington, Eisenhower riuscì a imporre il proprio punto di vista e gli fu riconosciuta la direzione delle forze aeree alleate, fino a quando il comitato combinato dei capi di stato maggiore (CCS) lo avrebbe considerato necessario. Tuttavia, rimasero escluse sia l’8ª Air Force, sia il Comando Bombardieri, nonostante le proteste di Eisenhower.

Spaatz e Harris rimasero dunque indipendenti ma Eisenhower poté disporre della forza aerea tattica britannica, la RAF Second Tactical Air Force, e di quella statunitense, la Ninth Air Force sotto il comando del maresciallo dell’aria Leigh-Mallory.

Le forze aeree dettero inizio a un intenso programma di bombardamento delle linee di comunicazione francesi, concentrandosi in particolare sui nodi ferroviari e sui ponti, allo scopo di intralciare i movimenti dei tedeschi in vista del D-Day e presto furono inclusi obiettivi lungo tutta l’estensione della costa settentrionale della Francia, onde evitare che una concentrazione facesse capire ai tedeschi il luogo prescelto per lo sbarco.

Parallelamente fu intrapreso uno sforzo particolare per menomare l’operatività della Luftwaffe del Reichsmarschall Hermann Göring: i bombardieri alleati (scortati dai nuovi caccia a lungo raggio North American P-51 Mustang), si dedicarono all’operazione Pointblank, le reiterate incursioni sulle fabbriche aeree e, dal maggio 1944, sugli stabilimenti di produzione di benzina sintetica tedeschi.

Questa serie di attacchi fu di notevole efficacia e paralizzò le forze aeree del Reich. Il dominio dell’aria così ottenuto dagli Alleati si ripercosse durante il D-Day nei cieli della Normandia, quando i tedeschi riuscirono a compiere appena 319 sortite.

Ma i dissidi tra i comandi aerei alleati non cessarono e, nella primavera 1944, gli alti ufficiali anglo-americani dell’aviazione dedicarono molto spazio a discutere sulle loro autorità e autonomia. Il maresciallo Leigh-Mallory non era ben visto da nessuno dei suoi colleghi, i quali lo consideravano deprimente e insicuro: si rifiutavano di prendere ordini da lui. Discutevano soprattutto su come impiegare nel modo giusto la loro arma e difenderne gli interessi settoriali, tralasciando colpevolmente l’attenzione sulle tecniche di coordinamento aria-terra.

Dopo molti dissidi, il maresciallo Tedder, Eisenhower e tutto lo stato maggiore del 21º Gruppo d’armate ricevettero il piano aereo del D-Day solamente 36 ore prima degli sbarchi.

La superiorità aerea alleata ha comunque avuto non poco merito nel successo dell’operazione Overlord: nella sola giornata del 6 giugno, le forze aeree alleate effettuarono 10.743 missioni e sganciarono oltre 12.000 tonnellate di bombe.

Un enorme numero di aerei da trasporto e alianti garantì inoltre l’afflusso di uomini e mezzi oltre le linee nemiche.

Soprattutto l’incontrastato dominio del cielo degli alleati costrinse i tedeschi a limitare i propri movimenti sul terreno alle ore notturne o ai periodi in cui il cattivo tempo non permetteva l’impiego dei caccia e degli aerei da bombardamento.