I tedeschi in attesa

Nella primavera del 1944 i tedeschi consideravano ormai inevitabile lo sbarco: il loro principale problema era quello di individuare come, quando, e soprattutto dove, si potesse verificare.

Teoricamente tutta la costa atlantica dell’Europa, dall’Olanda al Portogallo era minacciata e il tanto declamato Vallo Atlantico avrebbe dovuto proteggerla integralmente.

In realtà una simile estensione territoriale era virtualmente indifendibile, soprattutto con le forze tedesche già impegnate in una campagna devastante come quella russa che reclamava continuamente uomini e mezzi.

Diversa sarebbe stata la situazione se i tedeschi avessero potuto prevedere, almeno a grandi linee, l’area dello sbarco, in modo da concentrarvi il maggior numero di uomini, mezzi e fortificazioni; ma da questo punto di vista Berlino brancolava nel buio più assoluto ed era costretta ad accontentarsi della logica strettamente militare degli ufficiali di stato maggiore, secondo i quali l’invasione non avrebbe potuto svolgersi che al Passo di Calais, quasi al confine tra la Francia e l’Olanda.

Non era in se’ un ragionamento scorretto: il passo di Calais presentava indubbi vantaggi per gli alleati. Essendo il punto più stretto della Manica avrebbe ridotto al minimo i rischi del trasporto navale delle truppe, facilitando nello stesso tempo la copertura aerea; soprattutto essendo il punto più vicino al confine tedesco avrebbe reso molto più breve il cammino degli alleati verso il cuore della Germania.

Il passo di Calais era insomma la soluzione più logica; e proprio questo rappresentava agli occhi degli alleati il suo maggior limite.

Appare infatti significativo che il passo di Calais non sia mai stato preso seriamente in considerazione dagli alleati e che già gli studi preparatori del generale Morgan e del COSSAC lo avessero scartato a favore della più occidentale costa del Calvados.

A rendere poi praticamente impossibile per la Germania l’individuazione dei piani alleati si aggiungeva il fatto che tutti gli agenti segreti tedeschi in Inghilterra erano ormai stati reclutati dai servizi inglesi e conducevano il doppio gioco a favore di Londra.

Gli alleati poterono così organizzare l’operazione Fortitude, una colossale opera di depistaggio volta a far credere ai tedeschi quello che già desiderano credere: che l’area dello sbarco fosse il passo di Calais.