La pianificazione

La prima pianificazione

Perché gli Alleati potessero dedicare tutta la propria attenzione a un attacco su larga scala in Europa era necessario attendere la positiva conclusione della campagna in Nord Africa; ma in occasione della Conferenza di Casablanca, nel gennaio 1943, i Capi di Stato Maggiore ritennero che fosse giunto il momento almeno per studiare i piani tattici relativi alle operazioni necessarie ad attraversare La Manica. Il punto principale riguardava la pianificazione per un assalto su vasta scala da lanciare contro il continente il più presto possibile nel corso del 1944. Si era tenuto conto anche  della possibilità che il ritorno nel continente potesse avvenire nel 1943, ma una revisione delle forze statunitensi e del Regno Unito dimostrò che questo sarebbe impossibile e che nessun attacco su larga scala avrebbe potuto essere effettuato prima del 1944.

In attesa della nomina di un comandante supremo delle forze alleate, i Capi di Stato Maggiore nominarono il tenente generale Sir F.E. Morgan come Capo di stato maggiore dell Comandante Supremo (designato). Usando le iniziali di questo titolo (Chief of Staff to the Supreme Allied Commander), l’organizzazione venne chiamata Cossac.

Con uno staff composto da personale sia statunitense che britannico, il Cossac iniziò i lavori per la prepaarazione del piano di assalto contro la Fortezza Europa. Entro il luglio 1943 la Plan Outline per Overlord (questo il nome in codice dell’operazione), era pronta per la presentazione ai Capi di Stato Maggiore. Nel mese di agosto dello stesso anno il presidente Roosevelt e il primo ministro Churchill approvarono il piano in occasione della Conferenza di Quebec, ordinando il suo completamento nei dettagli il più rapidamente possibile.

Nella creazione del piano, il Cossac era stato informato, con una direttiva dei Capi di Stato Maggiore, che la data prevista per l’operazione avrebbe dovuto essere il 1° maggio 1944 e che per quell’epoca sarebbro stati disponibili mezzi sufficienti per trasportare cinque divisioni. Un totale di 29 divisioni in tutto sarebbe stato a disposizione per l’assalto e per il periodo immediatamente successivo. Di queste, cinque divisioni di fanteria avrebbero dovuto essere contemporaneamente trasportate, tre per l’attacco iniziale e due come rinforzo immediato. Inoltre sarebbero state disponibili due divisioni aviotrasportate e altre due divisioni di fanteria. In totale, quindi, nove divisioni avrebbero dovuto essere inizialmente impiegate nell’assalto e nel rinforzo immediato. Le restanti 20 divisioni sarebbero state disponibili per i movimenti successivi non appena fosse stato possibile schierarle.

Il fatto che per l’attacco iniziale fossero preventivate solo cinque divisioni rese obbligatoria una concentrazione dello sforzo. Il fattore fondamentale nel determinare dove l’assalto iniziale avrebbe avuto luogo era dato dall’obbligo che l’area dovesse contenere strutture portuali sufficienti per mantenere una forza di circa 26-30 divisioni e permettere che questa forza potesse essere aumentata con l’arrivo di ulteriori divisioni e unità di supporto con un tasso di 3-5 divisioni al mese.

A tal fine, la regione del Pas-de-Calais con la sua vicinanza all’Inghilterra, avrebbe facilitato il tutto. D’altra parte, le sue spiagge, pur favorevoli allo sbarco, non possedevano buone uscite per l’entroterra. La zona era inoltre la più difesa ditutta la costa francese ed era un punto focale delle forze aeree da combattimento nemiche. Inoltre, la zona non avrebbe buone opportunità per l’espansione all’interno e sarebbe stato necessario sviluppare la testa di ponte per includere i porti belgi fino ad Anversa o i porti della Manica verso ovest includendo Le Havre e Rouen.

Una seconda area considerata fu la penisola del Cotentin, dove le forze all’attacco avrebbero avuto inizialmente una ragionevole possibilità di successo e dove sarebbe inoltre stato possibile contare sul prezioso porto di Cherbourg. Quest’area mancava però di aeroporti adeguati e avrebbe potuto diventare una trappola per le truppe d’assalto perché il nemico avrebbe potuto difendere il collo della penisola anche conforze relativamente leggeri, imbottigliando le truppe alleate nella testa di ponte e negando loro qualsiasi espansione verso l’interno della Francia.

Nel settore di Caen le difese erano relativamente leggere e le spiagge erano al riparo dai venti dominanti. Il terreno, inoltre, era adatto per lo sviluppo di zone di atterraggio e per il consolidamento e la successiva espansione della testa di ponte. Il supporto aereo presentava la principale difficoltà, a causa della distanza dall’Inghilterra, ma si ritenne che da una testa di ponte nel settore del Caen sarebbe stato possibile utilizzare la Bretagna tra Cherbourg e Nante per costruire forze sufficienti per il successivo avanzamento verso est.

Alla luce di queste considerazioni, si decise quindi che l’attacco iniziale sul continente dovesse essere effettuato nella zona di Caen con la conseguente conquista di una zona di insinuazione comprendente il porto di Cherbourg.

L’assalto, secondo il piano Cossac, avrebbe dovuto essere lanciato con un breve bombardamento aereo delle difese sulle spiaggie, dopo di che tre divisioni d’assalto sarebbero sbarcate sulle spiagge nei pressi di Caen, seguite dall’equivalente di due brigate e una squadra di combattimento reggimentale. Allo stesso tempo, le forze aviotrasportate arebbero state utilizzate per la cattura della città di Caen, mentre alcune operazioni sarebbero state affidate a commandos e unità aeree per neutralizzare alcune difese costiere e per prendere possesso si importanti attraversamenti fluviali. Le forze d’assalto averbbero dovuto occupare la linea Grandcamp-Bayeux-Caen.

L’azione successiva sarebbe stata costituita da una forte spinta verso sud e sudovest, al fine di distruggere le forze nemiche, acquisire spazi per aeroporti e guadagnare la profondità necessaria a un movimento di rotazione nell penisola del Cotentin diretto verso Cherbourg. Una volta acquisita profondità sufficiente, si sarebbe avanzati nel Cotentin con obiettivo Cherbourg. Nello stesso tempo, sis arebbe dovuta svolgere un’ulteriore spinta per approfondire la testa di ponte a sud-est per creare campi di aviazione supplementari nella zona sud est di Caen. Venne stimato che entro 14 giorni daal’assalto iniziale sarebbe stata presa Cherbourg e la testa di ponte si sarebeb estesa alla linea generale Trouville-Alençon-Mont-St-Michel. A quel punto avrebbe dovuto essere possibile schierare 18 divisioni e avere in uso circa 14 aeroporti.

Le operazioni successive sarebbero state state dettate necessariamente in larga misura dalle reazioni nemiche. Se queste si fossero rivelate sufficientemente debole, si sarebbe potuto muoverre verso Le Havre e Rouen. Si ritenne però più probabile la necessità di dover prendere la Bretagna con una spinta verso sud per prendere Nantes e Saint-Nazaire, seguite da Brest e dai porti minori della Bretagna. La testa di ponte si sarebbe consolidata sul fianco sinistro lungo il fiume Eure da Dreux a Rouen e quindi lungo la Senna fino al mare mentre venivano occupate Chartres, Orleans e Tours. Non appena le linee di comunicazione in questo settore fossero state sviluppate e e forze aeree sufficienti, le operazioni si sarebbero dirette verso Parigi e i porti della Senna.

A grandi linee, questo era il piano proposto per l’assalto all’Europa nazista. A seguito dell’approvazione da parte dei Capi di Stato Maggiore e in conformità con le loro istruzioni, l’organizzazione Cossac procedette a una pianificazione più dettagliata ed entro il 29 novembre vennero fatti progressi sufficienti a inoltrare le direttive al 21 Gruppo Armata e alla Prima Armata statunitense.

Il piano del COSSAC Fonte: MESSENGER CHARLES, The D-Day Atlas
Il gen. Morgan (COSSAC) Fonte: Wikipedia

I piani definitivi

Il nome in codice Operazione Overlord venne scelto per indicare il piano di invasione dell’Europa, iniziato con il D-Day, con l’obiettivo di stabilire una testa di ponte sulla terraferma per poi invadere la Normandia e, quindi liberare la Francia.

Inizialmente il nome in codice Overlord venne usato per designare sia l’operazione generale di attraversamento del Canale che lo sbarco vero e proprio in ben determinate aree; con il progredire della pianificazione, per esigenze di sicurezza venne ristretto il numero di persone che avessero accesso alle informazioni sullo sbarco e quindi venne definito un nuovo nome in codice, Neptune per designare questa fase specifica lasciando Overlord per il concetto generale e la divulgazione più ampia tra il personale interessato.

Il nome in codice Operazione Neptune indicava la parte inizale e propriamente marittima delle operazoni di sbarco, inquadrate nella più ampia Operazione Overlord.

L’operazione Neptune riguardava tutti gli aspetti marittimi del D-Day: dall’imbarco e dalla partenza delle navi dai porti britannii fino agli sbarchi sulle spiagge.

Con il nome in codice Fortitude, gli alleati chiamarono l’operazione di depistaggio volta a far credere ai tedeschi quello che l’area dello sbarco fosse il passo di Calais e che le operazioni del 6 giugno fossero solo una manovra diversiva per spingere i tedeschi a distogliere forze dal vero obiettivo.

Qualcosa di simile era già stato realizzato durante l’organizzazione dello sbarco in Sicila: allora i tedeschi ritenevano che uno sbarco alleato avrebbe potuto svolgersi in Sicilia o in Sardegna e propendevano per quest’ultima possibiltà.  Gli alleati avevano realizzato una operazione di depistaggio (l’operazione Mincement) per rafforzarli in questa convinzione errata e distoglierli dal vero obiettivo.

I servizi tedeschi avevano abboccato e in Normandia gli alleati cercarono di ripetere il successo ottenuto.

Venne creata una fantomatica armata americana, in realtà mai esistita, di stanza nei pressi di Calais al comando di uno dei generali alleati più validi (il generale Patton, temporaneamente in disgrazia agli occhi del comandante in capo Eisenhover per alcuni episodi svoltisi durante la campagna di Sicilia, fu effettivamente dislocato nella zona, comandante vero di una armata fasulla); vennero coinvolte le industrie cinematografiche hollywoodiane che crearono cannoni, carri armati e aerei di gomma per ingannare la ricognizione aerea tedesca, e si simulò un traffico di comunicazione radio abbastanza ampio da suscitare l’interesse di Berlino, e abbastanza coperto da sembrare protetto da particolare segretezza.

Soprattutto vennero utilizzati abilmente alcuni agenti tedeschi che facevano il doppio gioco per l’Inghilterra.

I tedeschi abboccarono anche questa volta; anzi, il successo fu tale che ancora parecchi giorni dopo il 6 giugno, a Berlino si riteneva lo sbarco una manovra diversiva atta a coprire la vera operazione, attesa ovviamente a Calais.

Facile immaginare le disastrose conseguenze per i tedeschi di tutto ciò.

La pianificazione degli sbarchi

Le operazioni di sbarco sulle cinque spagge normanne scelte dagli alleati per realizzare la testa di pone dell’invasione erano pianificate nei minimi dettagli.

Il filmato mostra la pianificazione degli sbarchi sulla spiaggia Omaha ma è del tutto simile a quello delle altre spiagge, a parte alcuni dettagli (da esempio l’ora H che per le spiagge anglo-canadesi era posticipata di circa 60 minuti in ragione delle maree).