Il giorno: Utah Beach

L’ora H per la spiaggia di Utah era fissata per le 6.30, all’alba, ma gli sbarchi veri e propri ebbero un prologo.

Mentre gli alianti portavano i primi rifornimenti ai paracadutisti che si inoltravano nel labirinto del bocage del Cotentin, una piccola forza si appressava a impadronirsi dell’unico ostacolo che si trovava tra la flotta d’invasione e Utah Beach: le isole Saint-Marcouf.

Si tratta di un piccolo arcipelago con due isole principali. Su quella più a est vi era un importante forte costruito in epoca napoleonica. Gli alleati temevano che questo arcipelago potesse ospitare una guarnigione o comunque una qualche forza tedesca: 132 uomini del e del 4° squadrone di cavalleria, comandati dal colonnello Dunn, ricevettero quindi il compito di impadronirsi di queste isole. 

Due ore prima dell’ora h, alle 4.30, quattro uomini armati di pugnali nuotarono fino al punto previsto per lo sbarco ma scoprirono che le isole erano vuote, anche se minate dai tedeschi. Furono proprio le mine la causa delle perdite subite dalla forza principale che sbarcò un’ora più tardi.

Un quarto d’ora dopo questa prima conquista, alle 5.45 (h-45), la flotta di sbarco si avvicinò ala costa. Le navi della Task Force 125 aprirono il fuoco per eliminare le difese e i punti di appoggio tedeschi.

Qualche minuto più tardi, la US Air Force lanciò 4.404 tonnellate di bombe da 250 libbre su 7 obiettivi, dalla spiaggia di Beauguillot (WN3) alle dune di Varreville (WN 10). Al suolo i risultati furono devastanti.

Nel frattempo, iniziò il trasporto di truppe nei mezzi da sbarco che avvenne senza gravi inconvenienti.

All’ora H però accadde qualcosa di imprevisto: il gruppo di mezzi da sbarco non giunse là dove avrebbe dovuto arrivare. A causa di correnti particolarmente forti davanti la costa est della penisola del Cotentin, i mezzi da sbarco vennero infatti deviati verso sud: invece di giungere davanti al WN 8 e all’STP 9, i mezzi giunsero davanti al Wn5 o a quello che ne restava.

Questo errore si dimostrò in realtà particolarmente fortunato: gli uomini, sbarcando circa 2,5 km più a sud del previsto, si vennero a trovare solo al limite di portata delle batterie di Azeville e di Saint-Marcouf e furono quindi notevolmente meno esposti al loro fuoco.

Alle 6.40, le compagnie E e F del 2° battaglione dell’8° RCT sbarcarono i loro 10 LCVP su Uncle Red, alla sinistra dei resti del Wn5.

A 300 m dalla spiaggia i comandanti delle compagnie di testa avevano lanciato dei proiettili fumogeni speciali per segnalare alla flotta di allungare il tiro. Il generale Roosevelt, vice comandante della divisione sbarcò con questa prima ondata. Le compagnie B e C del 1° battaglione dell’8° RCT sbarcarono 10 minuti più tardi subito seguite dai carri DD del 70° battaglione carri.

L’errore nello sbarco venne subito rilevato, ma il generale Roosevelt, non appena sgombrato senza difficoltà il Wn 5, organizzò un incontro con i comandanti del 1° e del 2° battaglione dell’8° RCT per decidere se far continuare le operazioni in quest’area anche se non era quella conforme ai piani. Una ricognizione all’interno, organizzata rapidamente, permise di individuare l’uscita 2, verso Sainte-Marie-du-Mont, che poteva sostituire l’uscita 3 verso Audoville-la-Hubert e Turqueville, originariamente prevista.

In breve la decisione fu raggiunta: gli sbarchi sarebbero continuati in questa nuova area. Occorreva naturalmente sgombrare i passaggi per l’arrivo dei rinforzi e del materiale. Il genio si mise al lavoro per eliminare gli ostacoli e aprire dei varchi nei muri anticarro: la spiaggia venne liberata in un’ora dai 400 zappatori dell’esercito (elementi del 299° battaglione genio) e della marina (task force ostacoli spiaggia). La compagnia A del 237° battaglione genio aprì due varchi nel muro anticarro di Uncle Red e fece saltare due porte belghe all’inizio dell’uscita 2.

Per le 10 l’intero 8° RCT era sbarcato su Utah Beach, ma già mentre il genio era all’opera per aprire i passaggi, le sue avanguardie cominciarono la loro avanzata all’interno. Il 1° battaglione avanzò sulla destra in direzione di La Madeleine e del WN7. Una compagnia fu sufficiente per prendere quel Wn poco solido, i cui elementi offrirono poca resistenza.

I due altri battaglioni avanzarono ciascuno in una direzione differente: il 3° progredì diritto lungo l’uscita 2, mentre il 2° marciò verso sud, fino al Wn2a e poi verso ovest, lungo la careggiata che conduceva all’uscita 1, e infine a Pouppeville che venne raggiunta a mezzogiorno.

Sulla spiaggia, sotto il tiro sporadico delle batterie tedesche d’Azeville e di Saint-Marcouf, gli uomini e il materiale non cessavano intanto di sbarcare. Alle 10, anche il 22° RCT aveva effettuato il suo sbarco. A mezzogiorno fu la volta del 12° RCT, la terza unità di combattimento della divisione.

Alle 12.05, l’artiglieria della divisione tedesca che si trovava ad est della spiaggia intervenne aprendo il fuoco su Utah con i suoi pezzi, ma l’avanzata delle unità sbarcate era ormai inarrestabile.

I piani di sbarco a Utah Beach